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Il dolore raccontato al presidente Mattarella

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 Sergio Bianchi, papà di Nicola morto sotto le macerie del sisma, per conto dell' A.V.U.S. , che raccoglie dei genitori degli universitari deceduti quella notte, ha consegnato al Presidente della Repubblica una lettera. La richiesta è quella di riconoscere quegli studenti che erano a L'Aquila per diventare i dirigenti di domani, lo status di morti sul lavoro. Il presidente Mattarella si è intrattenuto con Sergio Bianchi promettendo di rispondere alla missiva al più presto.

Questo il contenuto

Signor Presidente,

L’AVUS 6 Aprile 2009, associazione composta dai famigliari degli studenti universitari fuori sede deceduti nel sisma de L’Aquila, si onora oggi di poterLa incontrare e ritiene opportuno portare alla Sua conoscenza diretta lo stato della nostra associazione e delle nostre famiglie.

La nostra associazione nasce dall’esigenza, a noi comune, di tenere viva l’attenzione sui nostri ragazzi scomparsi. A L’Aquila sono deceduti 55 studenti, di cui 50 erano studenti universitari, cosiddetti fuori sede. Sette di questi erano ospitati nella casa dello Studente, gli altri quarantatré erano in affitto in case private, praticamente in tutti quei condomini dal cui crollo è maturato il maggior numero delle vittime del sisma. Le famiglie che compongono la nostra associazione si sono conosciute la mattina del 6 Aprile 2009 davanti alle case crollate, i nostri sguardi si incrociavano mentre i soccorritori cercavano segni di vita ed estraevano cadaveri perdendo sempre di più ogni speranza sino al triste momento del riconoscimento. Ci siamo poi rincontrati nelle caserme di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale alla ricerca di oggetti personali, telefonini, computer, indumenti, che potevano ancora raccontarci qualcosa sui nostri ragazzi. E’ nata così l’esigenza di costituirci in associazione per assolvere fondamentalmente a due scopi: tutelare il ricordo dei nostri ragazzi in tutte le sedi, comprese quelle giudiziarie, quale ulteriore gesto d’amore nei confronti dei nostri ragazzi scomparsi, ed iniziare un percorso di sensibilizzazione alla cultura della prevenzione e della riduzione del danno a seguito di catastrofi naturali. Per dare corpo a questi nostri scopi abbiamo realizzato, grazie alla fattiva e gratuita collaborazione del giornalista della sede Rai di Pescara Umberto Braccili, il libro” Macerie Dentro e Fuori”. Grazie alla diffusione di questo libro, presentato negli anni scorsi anche al salone del Libro di Torino, alla nostra autotassazione e ad altre nostre iniziative stiamo riuscendo a portare avanti i nostri scopi. Abbiamo istituito, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Geologi, un premio di Laurea per le migliori tesi sul tema della prevenzione sismica. Abbiamo già realizzato due edizioni del Premio di laurea: nel 2014 con cerimonia di premiazione a L’Aquila, e nel 2015 con cerimonia di premiazione a Roma.

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NON C'E' RISPETTO, PURTROPPO

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La televisione che parla dei problemi della gente va in onda quando la gente non può vederla. Meglio di niente. Domani martedì 10 novembre alle 10 la trasmissione "Mi Manda Rai3" si occuperà della professoressa Mariaclaudia Cantoro che insegna in una scuola di Cagli in provincia di Pesaro. Percorre 6000 km al mese per 900 euro (è un part time) per insegnare Diritto in una scuola. E' in carrozzina e quindi ha chiesto per favore alla sorella Paola di rinunciare al lavoro per accompagnarla. I ministri del lavoro e della pubblica istruzione hanno una interrogazione sul loro tavolo dell'onorevole Giulio Cesare Sottanelli .Diciamo che non hanno ancora avuto tempo , dal 23 settembre scorso, di rispondere. Dopo poco più di due ore su RAI2 Antonella sarà ospite de "I fatti vostri". La donna di Montorio ha perso la figlia di 8 anni ,sette anni fa. Un processo per chiarire le responsabilità di una pediatra ospedaliera è stato interrotto per prescrizione. Antonella non saprà mai se la dottoressa è stata colpevole del gesto. In primo grado l'ospedaliera è stata condannata a 28 mesi. L'appello in corte d'appello, fissato dopo 4 anni, è andato in prescrizione. Due donne che vedono farsi la violenza di raccontare i loro drammi in tv, per avere la parola di gridare, con gentilezza, che questo mondo non è attento e non ha rispetto.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2015 19:06

Ricordare per riproporre

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Sono rimasto affascitato dal comunicato stampa di Teramo Nostra firmato sicuramente da Pietro Chiarini e dal professor Sandro Melarangelo. Un saluto alla signora Rosa dello "Svarietto" di Teramo che man mano che lo leggi si trasforma in un bel racconto di Teramo. Più che nostalgia per quei tempi, quelle persone la sensazione è quella di farlo modello di oggi. Niente di impossibile, auspicabile invece sicuramente. Partire del bello dello "Svarietto" recuperare tutto il bello vissuto dai nostri nonni e i nostri padri e riproporlo, soprattutto ai giovani che ha due mani hanno preso smartphone e internet e lasciato la cultura parlata, raccontata, vissuta . Hanno , in molti, le mani impegnati e i polpastrelli non sono più allenati a vivere quello che non è imposto. Questo è il comunicato di Teramo Nostra che vi propongo.

 

"LA ROSA DELLO SVARIETTO"

OMAGGIO A ROSA MARCONI OPERATRICE CULTURALE DEL DISINTERESSE

L'associazione Teramo Nostra partecipa al dolore del figlio Massimiliano per la scomparsa della cara madre Rosa.

Rosa è stata legata al marito, l'indimenticabile Carlo, per una serie di iniziative sociali e culturali della nostra città dal titolo "Svarietto".

Le iniziative culturali e sociali dello Svarietto non solo intrattennero generazioni di cittadini teramani, ma anche artisti delle varie discipline che in quel giardino di via Nicola Palma (Svarietto) fecero anteprima per iniziative pubbliche degli enti preposti.

Dal 1977 al 2000 Rosa e Carlo ospitarono con gratuità e afflato umano artisti e uomini politici che passavano per la nostra città.

Avemmo la possibilità di incontrare il ministro Galasso, autore della legge sul rispetto dell'ambiente, nel momento in cui la città si divideva tra ambientalisti e non a proposito della salvaguardia dei due fiumi.

L'amore per il patrimonio storico ed artistico venne propugnato in quegli incontri, sposando gli operatori artistici della città con le autorità specifiche.

Nello Svarietto fu riscoperto e valorizzato il folklore teramano, purtroppo dimenticato; è lì che Alfonso Sardella compose le prime poesie omaggio agli artisti di passaggio; venne sdoganato il dialetto, facendo partecipare poeti dialettali di varie parti d'Abruzzo tra cui il docente universitario Dommarco che teorizzò l'origine del nome Interamnia facendolo scaturire da "città di terra"; e così pure i poeti Di Berardino, Cimini, Samuele Di Giulio, il grande poeta giuliese Pierino Ferrari, Enzo Rosa, Giammario Sgattoni e Genì Fantaconi.

Nel campo musicale godemmo di splendidi concerti di Nino Dale e della Corale "Giuseppe Verdi".

Poi recital di poesia dialettale classica teramana da parte del figlio di Guglielmo Cameli, che recitò le più note liriche del padre.

Ci furono anche varie mostre di arte, inaugurate dalla mostra di scultura di Giustino Melchiorre e poi l'omaggio a Giovanni Melarngelo con uno spettacolo di danza all'aperto, sul prato del giardino della Maestra Liliana Merlo e delle sue valide allieve Norina Anelli e Mariella Converti, e ancora l'omaggio a Guido Montauti e Guido Martella.

Sulle tradizioni locali fece affidamento, oltre che agli amici del quartiere, anche soprattutto a don Giulio Di Francesco che organizzava alla mattina di Pasqua la tradizionale merenda dello "sdijune" e le altre tradizioni come "lu fucaracce" che accendeva nel giardino; varie presentazioni di libri in lingua e in vernacolo.

Ma la cosa più importante era l'accoglienza e l'apertura del cenacolo a chiunque passasse lì accanto.

Ospitalità unica e proverbiale, continuata poi da Anna Pepe in quel di Castelli.

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Girare il Mondo per conoscere il Mondo

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Torno a casa e due gesti ormai diventati come lavarsi i denti mattino, dopo pranzo e prima della buonanotte. La posta per tre quarti carica di noiosità e poi Facebook. Due messaggi. Il primo " è lei quel giornalista?" Non capisco. Avanti in un altro messaggio la traduzione. Lei si chiama Nadia, è di Prato. Mi ricorda che ci siamo conosciuti per telefono, una telefonata di emergenza. Leggo ricordo e sorrido. Sette anni fa, ero con Ermanno Prosperi come al solito in giro. Eravamo diretti a Castel del Monte per un barboso convegno decretatomi dal caporedattore. Sotto Fonte Vetica che è sotto il monte Camicia versante aquilano, vedo qualcosa di bello in un prato immenso. Un ragazzo, una ragazza, una capra, un cane e un asino. Quasi una frenata modello film americano e siamo gia in quel prato a parlare con i due ragazzi mentre l'asino aveva messo il freno a mano, la capretta si nutriva di erba fresca e il cane ci mostrava il suo affetto. Venne spontaneo, ovviamente, chiedere che ci facevano lì e soprattutto da dove venivano e dove andavano con quel passo. La risposta gentile fu che venivano da Villetta Barrea dove erano stati per 15 giorni. Il mezzo di sostentamento della vacanza era l'asino. Un giro in groppa dei bambini, pochi euro che diventavano tanti a fine serata perchè " l'asino ha sempre il suo fascino". Bella cosa dissi, ma ora dove andate. Mi rispose la graziosa fanciulla:" Torniamo a casa a Prato, in Toscana. Ancor oggi se dovessi scegliere tra una intervista a Renzi o ai due ragazzi, sceglierei i due "matti di libertà". Non penso ci sia cuore nell'altro caso.Il servizio va in onda e punto a capo si torna a girare per l'Abruzzo ma dopo pochi giorni, non so come, Nadia riesce ad avere il mio cellulare. Sta chiamando mezzo mondo perchè suo fratello e la morosa non sono ancora tornati a casa e al cellullare non rispondono. Chiamo il mio amico della Protezione Civile de L'Aquila che sparge la voce alle altre protezioni civili regionali. Sono stati ritrovati dopo due giorni in Provincia di Rieti, accampati perchè pioveva, da tempo, tantissimo. Nadia mi avvisa e ci salutiamo con un sorriso. Tutto è bene quel che finisce bene. Stasera il messaggio su facebook che mi dice che il fratello ha cambiato qualcosa, la fidanzata, ma non l'amore della sua vita, girare in libertà. E' ora in Vietnam con un libertandem pedalano e incontrano gente. Fantastico. Chiederò alla Rai di farne un servizio. Vi immaginate io e l'operatore Ermanno su un Raitandem girare per fare lo scoop della vita? Se volete conoscerli e mandare un messaggio la pagina facebook GODIMUNDI. Grazie Nadia di avermi portato indietro nel tempo ricordandomi un servizio felice, buon viaggio ragazzi che girate in

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2015 19:59 Continua la lettura

Sempre....macerie dentro ma con una speranza

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Me lo ricordo bene l’appuntamento con Sergio Bianchi il papà di Nicola, studente universitario a L’Aquila,che non c’è più per quel maledetto terremoto. Storia comune quella delle 309 vittime del sisma a L’Aquila. Lacrime, un funerale, le macerie che sono ancora dentro di te, e il certificato di morte, fotocopiato per tutti, “morto alle 3.32 del 6 aprile 2009”. Mi ricordo l’incontro perché stavamo scrivendo il libro “Macerie dentro e fuori”. Ci vedemmo in un bar di Roseto, io avevo perso tutti i capelli per quell’esperienza, si chiama lopecia o alopecia , forse la seconda è quella giusta, l’importante che sia andata via. Sergio mi disse” L’editore romano del libro non lo vuole stampare più. Non se la sente di parlare di mancato allarme, di case di burro criticando la politica portata avanti da decenni a L’Aquila” . Ma se un fiore deve sbocciare, si attrezza per farlo. Il tipografo Pasquarelli di Isola del Liri in provincia di Frosinone disse “non voglio guadagni da questo libro. Anna ,la grafica, ha impiegato tre volte di più per riscriverlo e impaginarlo. Piangeva, mentre lavorava. Pagatemi le lastre e…buona fortuna” .E così fu, non solo per le lastre. Girammo in lungo e largo l’Italia. Convegni, studi di ingegneria, persino una festa patronale in Campania dove il cantante “modello Gigi D’Alessio” ci intervistò pur non avendo letto il libro. Vendemmo migliaia di copie. Nessuno mise in tasca un euro. I soldi servono ancora per andare avanti nelle “imprese” giudiziarie. Poi l’incontro con i geologi, il premio di laurea per la migliore tersi sulla prevenzione sismica.Nel 2014 all’Università de L’Aquila e ad aprile scorso a Roma in Campidoglio. Venerdì 30 ottobre un altro bel traguardo. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo visitato parecchie scuole e lanciato un premio nelle elementare, vincerà il miglior disegno, e nelle medie, vincerà un bel video. Manifestazione finale nella sede romana dell’ingv, quell’istituto di Geofisica

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