Spero che faccia caldo come ad Agosto

Spero che faccia caldo come ad Agosto

Ho avuto la fortuna di entrare in un sogno. E già Paola Mastrangelo una bravissima collega oggi malata di Sla mi scrisse con il suo computer con il puntatore oculare per invitarmi ad essere parte attiva di un suo sogno. Non e’ vero che un sogno e’ qualcosa di personale. Siamo stati in tanti a compiere quella passeggiata che si realizzera’ domenica 13 gennaio alle 10.30 a Piazza Salotto . Nel sogno collettivo la Misericordia di Pescara, Nduccio, Vincenzo Olivieri ,Andrea Zicchieri di ” conSLAncio” Manolo Pelusi per Abilbyte, il libro i Mille Abruzzi Ermanno Ricci e Naide Santarelli ( perdono se dimentico qualcuno) In piu’ 800 persone che parteciparono, acquistando il biglietto, ad uno spettacolo con il tutto esaurito al Circus Visioni. Domenica il doblo’ donato alla Misericordia , con gli incassi della serata, andra’ a prendere Paola a casa e la portera’ all’inizio di Piazza Salotto . Perche’ il doblò servira’ a chi non sta bene ma la voglia e’ quella che non servira’ per andare in ospedale ma per far fare una passeggiata a chi e’ sempre a casa e spesso da solo e senza amici che vanno a trovarla per due chiacchiere. Spero che domenica 13 gennaio alle 10.30 a piazza Salotto a Pescara si vada in maglietta a maniche corte. Voglio il caldo estivo. In tanti vogliamo fare una passeggiata per guardare due vetrine insieme alla “Principessa” Paola.

Per raccontare meglio e con la partecipazione di chi ha ancora “macerie dentro”

Per raccontare meglio e con la partecipazione di chi ha ancora “macerie dentro”

Una produzione televisiva indipendente di Milano mi ha contattato per avere riferimenti per la produzione di un docufilm a dieci anni dal sisma de L’Aquila . Ho fornito diversi numeri di persone che io stimo che possono trasmettere quello che e’ successo e quello che ancora succede da quella notte.La responsabilita‘, capite, e’ enorme per me . Vi prego di dirmi chi vuole partecipare al progetto che ovviamente non conosco nei particolari. Mi piacerebbe proporre a chi, professionalmente vuole raccontare ” qualcosa da fuori” quello che da dentro ha tanti contenuti, emozioni, dubbi e voglia di farne un messaggio ” affinché tutto non capiti più ” . Ritengo che le prossime generazioni debbano sapere chi e dove si e’ sbagliato attraverso le voci di chi ha subito e soprattutto trarne i benefici per una società migliore. Il dramma di quella notte può’ essere letto in forma di crescita solo da questo punto di vista. Scrivetemi in privato , se volete.

umberto.braccili@gmail.com