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E il pensiero corre ai giovani morti sotto le macerie

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Non ho seguito in prima persona per il tg il processo della commissione grandi rischi. Non ho mai pensato a questo visto che ho scritto un libro, macerie dentro e fuori, che parlava e gridava forte la denuncia per quello che non si era fatto in materia di comunicazione e soprattutto di prevenzione prima del maledetto 6 aprile 2009.Non ho seguito personalmente il processo perchè se si è schierati apertamente per una tesi, non si può raccontare senza pregiudizi un evento.. Scrivo questa riflessione non per dire" sono contento della sentenza". In questa vicenda non ci sono vincitori. Scrivo perchè, per tutta la giornata, ho rincorso la notizia della sentenza. Ho chiamato più volte i colleghi presenti a Bazzano. Qualche minuto fa, leggendo i giornali on line,su "Abruzzo24ore" ho letto, fra virgolette, quello che ha dichiarato Filippo Dinacci legale dei professori Bernardo De Bernardinis ( ex vice capo della protezione civile ) e del direttore del servizio sismico della protezione civile Mauro Dolce. L'avvocato Dinacci ha dichiarato   che " questa sentenza avrà grosse ripercussioni sull'apparato della pubblica amministrazione.Nessuno farà più niente". Aspetto una smentita da parte dei due rappresentanti della protezione civile perchè questa dichiarazione offende un pò tutti. Invece di ripensare un modo migliore per fare prevenzione l'altra sentenza, oltre a quella della corte , spinge a dire che  siccome c'è la possibilità di essere condannati è meglio non muovere foglia in ogni settore della pubblica amministrazione. Penso agli aderenti alla "associazione vittime universitarie del sisma 2009" che conosco bene visto che insieme a loro, attraverso le loro testimonianze ho scritto il libro "macerie dentro e fuori". Giovedì scorso siamo stati all'università di Camerino per incontrare gli studenti di scienze geologiche. Un primo di tanti incontri nelle università che faremo insieme ai rappresentanti dell'ordine dei geologi. I genitori dei ragazzi morti sotto le macerie all'interno di case di "burro" da tempo pensavano ad una borsa di studio con i proventi del libro che sino ad oggi è servito anche a finanziare il pagamento di avvocati e periti perchè, come spesso dico nelle presentazioni di macerie dentro e fuori, un figlio morto per il sisma "tra le tante cose,costa". Ebbene grazie all'ordine nazionale dei geologi l'idea è diventata realtà. Nel 2013 gireremo diverse università italiane per spronare gli studenti, prossimi alla laurea, ad occuparsi, nella tesi, di prevenzione sismica.Nel 2014 ci saranno le prime borse di studio. Perchè scrivo questo. Perchè Sergio Angelo ,Venanzio e gli altri genitori pensano al futuro, pensano alla collettività con queste borse di studio. Hanno il dolore che "pesa una tonnellata" nel cuore ma hanno la forza e la voglia di pensare che qualcosa deve cambiare. No, non per loro. Loro sono morti insieme ai figli nel crollo di quei condomini che sono venuti giù prima che il sisma calmasse la sua ira dopo essere stati rassicurati. Loro nel cuore hanno un posticino per il prossimo e lo vogliono dire attraverso la fiducia nei giovani.Nicola, Sara, Ivana e gli altri universitari morti sotto le macerie erano lì a studiare per un mondo migliore. E allora caro avvocato Dinacci spero che il giovane collega si sia sbagliato a trascrivere la sua dichiarazione. Si sbaglia, solo la cassazione comunque dirà la parola finale, ma dall'errore deve rinascere il meglio per la collettività. Questo noi vogliamo. Questo vogliono i genitori dei ragazzi.

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