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Il bisogno di un vento nuovo

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Ho parlato spesso del libro “Macerie dentro e fuori” che tra l’altro vi potete scaricare gratuitamente su questo sito. Venerdì 4 aprile, abbiamo consegnato , parlo dell’associazione Avus 2009 e dell’ordine dei geologi, due premi di lauree per due tesi sulla prevenzione sismica a L’Aquila. Meritevoli del premio in denaro, che fa sempre bene per un neolaureato, due ragazzi. Simbolo di questa iniziativa l’apertura ai giovani che sicuramente sapranno gestire meglio la nostra società. Volevo raccontarvi della manifestazione ma ho chiesto a Patrizia che era in platea, di descrivere quello che si vedeva da lì. Questa la cronaca di Patrizia 

Sono le 3.45 e sono nella mia casa a Roma, all’improvviso mi sveglio come 5 anni fa… io e il mio gatto , mi trovo a vagare senza meta nel buio della mia stanza; sono subito colpita dalla coincidenza,  il mio pensiero mi porta a quel preciso instante, il mio ricordo è nitido e rivedo perfettamente tutto: una forza sovrannaturale mi aveva letteralmente sbalzata fuori dal letto…accompagnata da un rumore terribile come di un lamento di un grosso animale ferito, un ruggito …un boato lunghissimo e sinistro che mi ha subito fatto immaginare  qualcosa di fortemente drammatico ..ho pensato subito che fosse capitata una tragedia.

Mi sveglio sempre la notte quando nella giornata ormai trascorsa mi ha colpito un evento, un fatto che mi ha fatto riflettere e sono avvolta da mille pensieri da sentimenti empatici. Sicuramente gli incontri fatti in settimana a l’Aquila e i tanti servizi televisivi che hanno riprodotto gli accadimenti del terribile terremoto e della tragedia che ha provocato, hanno lasciato un segno.

 Quello che qualcuno ha definito un “ non luogo” è diventata la mia seconda città, quell’evento drammatico e devastante per molti,  ha prodotto in me e in tanti miei colleghi,  prima il desiderio di rimboccarsi le maniche e venire nei giorni successivi ad aiutare, a collaborare con le istituzioni locali, ad essere attivi e partecipi con la cittadinanza, molti di noi infatti hanno trascorso settimane a lavorare per la città… richiamati da quel ruggito… e poi lo stesso anno ci ha spinto a decine e decine ad iscriverci alla vostra splendida università, per onorare i caduti, per investire nel progetto, per dare un messaggio forte: “siamo qui con voi”

L’università è un volano di idee, una possibilità di progredire, crescere ed arricchirsi ma per questa città è un capitale, una risorsa fondamentale che è stata strappata via, distrutta , rasa al suolo e per 13 ragazzi è diventata un sogno interrotto per sempre.

Grazie al Prof. Francesco Sidoti fondatore e Presidente del Corso di Laurea in Scienze dell'Investigazione presso l'Università degli Studi de L'Aquila che ci ha suggerito un evento, il 4 aprile di quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di verificare che gli eventi drammatici spingono le persone come noi ad essere costruttivi, a tentare di cambiare le cose, a sovvertire gli accadimenti negativi.

 Il 4 aprile 2014, presso l’Aula Magna del Dipartimento Scienze umane ,dell’Aquila, ha avuto luogo una splendida cerimonia di conferimento del Premio di laurea “AVUS 6 aprile 2009” destinato a tesi sperimentali su argomenti connessi alla tematica “Terremoti, pericolosità sismica del territorio e riduzione del rischio sismico” un premio istituito dal “Consiglio Nazionale dei Geologi”, dalla “Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi” e dall’“Associazione Vittime Universitarie Sisma 6 Aprile 2009” per onorare la memoria degli studenti universitari vittime del terremoto dell’Aquila del 2009, e noi un gruppo di studenti lavoratori fuori sede che per tre anni con qualsiasi intemperia, disagio inevitabile e sacrificio personale, macinando chilomentri di autostrada, ha voluto esserci con lo spirito che in questi anni ci ha motivato a partecipare alle iniziative, non solo per contribuire ma anche per stare vicino alle persone di questa città che umanamente ci hanno sempre dato tanto,  perchè non esiste un dare che non sia nello stesso tempo un ricevere.

L'esperienza per noi come ho detto sulla nostra pagina social, è stata toccante e irripetibile in quanto parte di questo nostro percorso speciale che si può immaginare emozionante ma comunque superando le nostre aspettative.

E’ stato stupefacente costatare che le persone coinvolte in prima persona, toccate da tragedie familiari o personali immani, oltre a rimboccarsi le maniche, a protestare per perseguire i responsabili, a combattere per la ricostruzione, non si sono chiusi come plausibile nel loro dolore ma hanno lasciato in un angolo nascosto delle pieghe dell’anima il dolore per far posto al futuro, al domani ponendo le basi per le nuove generazioni.

Le frasi che mi hanno colpito, durante questo incontro,  più di tutte sono state quella proferite da uno dei tanti familiari delle vittime, una donna coraggio ha rivolto alla platea ed in particolare verso questi giovani neo-laureati che meritatamente hanno vinto il premio, una riflessione profonda ed insieme un grido di dolore che riassume tutto,  ovvero che in un epoca cosi avanti nella modernità in cui l'uomo ha conquistato la luna, non si può morire per colpa della nostra stessa terra, esortandoli a cambiare le cose con la loro opera.

Si è creato un circolo virtuoso da una tragedia, investire su un sogno anzi su tanti piccoli sogni di futuro, che si sono tristemente interrotti per tanti loro coetanei, ponendo le basi al cambiamento, ad una nuova idea di legame del territorio che è partecipazione. Il mio augurio più grande che molti dei presenti, più giovani , abbiano recepito il seme, abbiano la stessa rabbia, la stessa forza morale perché se i giovani ci provano con la loro determinazione a puntare in alto, cercando  l'impossibile, quel grande sogno di ricostruire, ci riusciranno.

Patrizia Di Tecco

Istruttore Polizia Locale Roma Capitale

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