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PREMIO GIORNALISTICO "LUIGI BRACCILI" IL BANDO SCADE IL 15 GIUGNO 2017

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 PREMIO NAZIONALE DI GIORNALISMO

“VIVI L’ABRUZZO”

ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE) - 2017

intitolato a
“Luigi Braccili



L’Associazione Culturale “Obiettivo Comune” di Roseto degli Abruzzi (TE), indice e organizza, per l’anno 2017, la III^ edizione del “PREMIO NAZIONALE DI GIORNALISMO “VIVI L’ABRUZZO”, ideato dallo scrittore Enrico Trubiano.

 

OBIETTIVI E CARATTERISTICHE DEL PREMIO


Con il Premio Nazionale di Giornalismo “VIVI L’ABRUZZO”, l’Associazione Culturale Obiettivo Comune intende valorizzare la cultura e il patrimonio storico, artistico ed enogastronomico regionale, e contribuire allo sviluppo di attività connesse, premiando quei giornalisti che, con i loro articoli, sono riusciti a stimolare l’interesse dei cittadini per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela del nostro prezioso patrimonio culturale.


REQUISITI DI PARTECIPAZIONE


Possono partecipare al premio: giornalisti professionisti, pubblicisti ed estensori di articoli in riviste specializzate, che abbiano compiuto 18 anni al 31 dicembre 2016 e di qualsiasi nazionalità. Gli articoli partecipanti al premio devono essere presentati in lingua italiana e posti eventualmente a corredo di singole fotografie o di interi servizi fotografici.

Sono esclusi dalla partecipazione al premio i redattori delle testate che promuovono il premio stesso.


I partecipanti al premio devono dimostrare di avere pubblicato su giornali quotidiani, periodici o riviste, entro il 31 dicembre 2016 e non solo dell'anno 2016, gli articoli sull’Abruzzo da inserire nelle seguenti categorie:

TURISMO:le bellezze dei luoghi e delle tradizioni popolari ed enogastronomiche.

AMBIENTE: la salvaguardia del territorio, le esperienze di comunità nei Parchi e nelle Riserve, la loro

  storia e la loro evoluzione.

SPORT : le eccellenze di insegnamento, il dilettantismo e la sana passione.


TEMPI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE


La scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione e per la consegna degli articoli è fissata per giovedì 15 GIUGNO 2017. I lavori, possono essere inviati a mezzo raccomandata A/R, presso il seguente indirizzo: Montese Alfonso, C.da Giardino,33 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE), o tramite posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , con la dicitura: Premio Nazionale di Giornalismo VIVI L’ABRUZZO - 2017. Coloro che trasmettono l’elaborato per posta elettronica, se vincitori, dovranno inoltrare entro i termini che saranno comunicati dall’organizzazione n. 2 copie cartacee dell’elaborato.


Alla domanda di partecipazione vanno allegati:

Anagrafica del proponente completa di numero di cellulare e di indirizzo mail; nome della testata, con indirizzo e numero telefonico della stessa; data di pubblicazione dell’opera giornalistica; pdf della prima pagina della testata giornalistica con riferimento al numero e data della testata; pdf della pagina che ospita l’articolo; file pdf dell’articolo.

I lavori non corredati di tutte le indicazioni sopra riportate non saranno ammessi al Premio.

Ogni candidato potrà partecipare a tutte le sezioni del Premio con un solo elaborato.


MODALITÀ DI SELEZIONE E AVVISO DEI VINCITORI


Le candidature saranno esaminate dalla Giuria del Premio che esprimerà il suo giudizio e comunicherà i risultati all’Associazione Culturale “Obiettivo Comune”, la quale informerà direttamente i selezionati.

La decisione della Giuria è definitiva, insindacabile e inappellabile. Le informazioni saranno riportate sulla pagina Facebook dell’Associazione Culturale Obiettivo Comune.


La Giuria del Premio è così composta:

PRESIDENTE  STEFANO PALLOTTA

COMPONENTI  VITO MORETTI, FRANCO FARIAS, ANTIMO AMORE, MARIO GIUNCO

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Maggio 2017 15:38 Continua la lettura

Ricordare per riproporre

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Sono rimasto affascitato dal comunicato stampa di Teramo Nostra firmato sicuramente da Pietro Chiarini e dal professor Sandro Melarangelo. Un saluto alla signora Rosa dello "Svarietto" di Teramo che man mano che lo leggi si trasforma in un bel racconto di Teramo. Più che nostalgia per quei tempi, quelle persone la sensazione è quella di farlo modello di oggi. Niente di impossibile, auspicabile invece sicuramente. Partire del bello dello "Svarietto" recuperare tutto il bello vissuto dai nostri nonni e i nostri padri e riproporlo, soprattutto ai giovani che ha due mani hanno preso smartphone e internet e lasciato la cultura parlata, raccontata, vissuta . Hanno , in molti, le mani impegnati e i polpastrelli non sono più allenati a vivere quello che non è imposto. Questo è il comunicato di Teramo Nostra che vi propongo.

 

"LA ROSA DELLO SVARIETTO"

OMAGGIO A ROSA MARCONI OPERATRICE CULTURALE DEL DISINTERESSE

L'associazione Teramo Nostra partecipa al dolore del figlio Massimiliano per la scomparsa della cara madre Rosa.

Rosa è stata legata al marito, l'indimenticabile Carlo, per una serie di iniziative sociali e culturali della nostra città dal titolo "Svarietto".

Le iniziative culturali e sociali dello Svarietto non solo intrattennero generazioni di cittadini teramani, ma anche artisti delle varie discipline che in quel giardino di via Nicola Palma (Svarietto) fecero anteprima per iniziative pubbliche degli enti preposti.

Dal 1977 al 2000 Rosa e Carlo ospitarono con gratuità e afflato umano artisti e uomini politici che passavano per la nostra città.

Avemmo la possibilità di incontrare il ministro Galasso, autore della legge sul rispetto dell'ambiente, nel momento in cui la città si divideva tra ambientalisti e non a proposito della salvaguardia dei due fiumi.

L'amore per il patrimonio storico ed artistico venne propugnato in quegli incontri, sposando gli operatori artistici della città con le autorità specifiche.

Nello Svarietto fu riscoperto e valorizzato il folklore teramano, purtroppo dimenticato; è lì che Alfonso Sardella compose le prime poesie omaggio agli artisti di passaggio; venne sdoganato il dialetto, facendo partecipare poeti dialettali di varie parti d'Abruzzo tra cui il docente universitario Dommarco che teorizzò l'origine del nome Interamnia facendolo scaturire da "città di terra"; e così pure i poeti Di Berardino, Cimini, Samuele Di Giulio, il grande poeta giuliese Pierino Ferrari, Enzo Rosa, Giammario Sgattoni e Genì Fantaconi.

Nel campo musicale godemmo di splendidi concerti di Nino Dale e della Corale "Giuseppe Verdi".

Poi recital di poesia dialettale classica teramana da parte del figlio di Guglielmo Cameli, che recitò le più note liriche del padre.

Ci furono anche varie mostre di arte, inaugurate dalla mostra di scultura di Giustino Melchiorre e poi l'omaggio a Giovanni Melarngelo con uno spettacolo di danza all'aperto, sul prato del giardino della Maestra Liliana Merlo e delle sue valide allieve Norina Anelli e Mariella Converti, e ancora l'omaggio a Guido Montauti e Guido Martella.

Sulle tradizioni locali fece affidamento, oltre che agli amici del quartiere, anche soprattutto a don Giulio Di Francesco che organizzava alla mattina di Pasqua la tradizionale merenda dello "sdijune" e le altre tradizioni come "lu fucaracce" che accendeva nel giardino; varie presentazioni di libri in lingua e in vernacolo.

Ma la cosa più importante era l'accoglienza e l'apertura del cenacolo a chiunque passasse lì accanto.

Ospitalità unica e proverbiale, continuata poi da Anna Pepe in quel di Castelli.

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Girare il Mondo per conoscere il Mondo

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Torno a casa e due gesti ormai diventati come lavarsi i denti mattino, dopo pranzo e prima della buonanotte. La posta per tre quarti carica di noiosità e poi Facebook. Due messaggi. Il primo " è lei quel giornalista?" Non capisco. Avanti in un altro messaggio la traduzione. Lei si chiama Nadia, è di Prato. Mi ricorda che ci siamo conosciuti per telefono, una telefonata di emergenza. Leggo ricordo e sorrido. Sette anni fa, ero con Ermanno Prosperi come al solito in giro. Eravamo diretti a Castel del Monte per un barboso convegno decretatomi dal caporedattore. Sotto Fonte Vetica che è sotto il monte Camicia versante aquilano, vedo qualcosa di bello in un prato immenso. Un ragazzo, una ragazza, una capra, un cane e un asino. Quasi una frenata modello film americano e siamo gia in quel prato a parlare con i due ragazzi mentre l'asino aveva messo il freno a mano, la capretta si nutriva di erba fresca e il cane ci mostrava il suo affetto. Venne spontaneo, ovviamente, chiedere che ci facevano lì e soprattutto da dove venivano e dove andavano con quel passo. La risposta gentile fu che venivano da Villetta Barrea dove erano stati per 15 giorni. Il mezzo di sostentamento della vacanza era l'asino. Un giro in groppa dei bambini, pochi euro che diventavano tanti a fine serata perchè " l'asino ha sempre il suo fascino". Bella cosa dissi, ma ora dove andate. Mi rispose la graziosa fanciulla:" Torniamo a casa a Prato, in Toscana. Ancor oggi se dovessi scegliere tra una intervista a Renzi o ai due ragazzi, sceglierei i due "matti di libertà". Non penso ci sia cuore nell'altro caso.Il servizio va in onda e punto a capo si torna a girare per l'Abruzzo ma dopo pochi giorni, non so come, Nadia riesce ad avere il mio cellulare. Sta chiamando mezzo mondo perchè suo fratello e la morosa non sono ancora tornati a casa e al cellullare non rispondono. Chiamo il mio amico della Protezione Civile de L'Aquila che sparge la voce alle altre protezioni civili regionali. Sono stati ritrovati dopo due giorni in Provincia di Rieti, accampati perchè pioveva, da tempo, tantissimo. Nadia mi avvisa e ci salutiamo con un sorriso. Tutto è bene quel che finisce bene. Stasera il messaggio su facebook che mi dice che il fratello ha cambiato qualcosa, la fidanzata, ma non l'amore della sua vita, girare in libertà. E' ora in Vietnam con un libertandem pedalano e incontrano gente. Fantastico. Chiederò alla Rai di farne un servizio. Vi immaginate io e l'operatore Ermanno su un Raitandem girare per fare lo scoop della vita? Se volete conoscerli e mandare un messaggio la pagina facebook GODIMUNDI. Grazie Nadia di avermi portato indietro nel tempo ricordandomi un servizio felice, buon viaggio ragazzi che girate in

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2015 19:59 Continua la lettura

Sempre....macerie dentro ma con una speranza

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Me lo ricordo bene l’appuntamento con Sergio Bianchi il papà di Nicola, studente universitario a L’Aquila,che non c’è più per quel maledetto terremoto. Storia comune quella delle 309 vittime del sisma a L’Aquila. Lacrime, un funerale, le macerie che sono ancora dentro di te, e il certificato di morte, fotocopiato per tutti, “morto alle 3.32 del 6 aprile 2009”. Mi ricordo l’incontro perché stavamo scrivendo il libro “Macerie dentro e fuori”. Ci vedemmo in un bar di Roseto, io avevo perso tutti i capelli per quell’esperienza, si chiama lopecia o alopecia , forse la seconda è quella giusta, l’importante che sia andata via. Sergio mi disse” L’editore romano del libro non lo vuole stampare più. Non se la sente di parlare di mancato allarme, di case di burro criticando la politica portata avanti da decenni a L’Aquila” . Ma se un fiore deve sbocciare, si attrezza per farlo. Il tipografo Pasquarelli di Isola del Liri in provincia di Frosinone disse “non voglio guadagni da questo libro. Anna ,la grafica, ha impiegato tre volte di più per riscriverlo e impaginarlo. Piangeva, mentre lavorava. Pagatemi le lastre e…buona fortuna” .E così fu, non solo per le lastre. Girammo in lungo e largo l’Italia. Convegni, studi di ingegneria, persino una festa patronale in Campania dove il cantante “modello Gigi D’Alessio” ci intervistò pur non avendo letto il libro. Vendemmo migliaia di copie. Nessuno mise in tasca un euro. I soldi servono ancora per andare avanti nelle “imprese” giudiziarie. Poi l’incontro con i geologi, il premio di laurea per la migliore tersi sulla prevenzione sismica.Nel 2014 all’Università de L’Aquila e ad aprile scorso a Roma in Campidoglio. Venerdì 30 ottobre un altro bel traguardo. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo visitato parecchie scuole e lanciato un premio nelle elementare, vincerà il miglior disegno, e nelle medie, vincerà un bel video. Manifestazione finale nella sede romana dell’ingv, quell’istituto di Geofisica

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Uso la stessa foto, tanto per alcuni , basta che sia nero e scatta l'odio.

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L’essere dubbiosi del fatto che un africano arrivi sulle nostre coste e poi nei nostri paesi non lo ritengo il problema più grande.Abbiamo la politica più costosa d’Europa, abbiamo ,primi in classifica, i furbetti “migliori” d’europa , abbiamo incompiute e dissesti, parlo di opere pubbliche, più dispendiose d’Europa e ci preoccupiamo dei profughi o pseudo-profughi che arrivano in Italia? Qualcuno mi ha detto:” nel resto d’Europa determinare se un africano finge o è veramente un bugiardo è un attimo.Qui lo teniamo in albergo per più di un anno, ho la documentazione, e poi attacchiamo lui? Anche intorno ai profughi, mafia capitale docet, ci guadagnamo noi e loro mangiano solo pasta e pomodoro. Stanno costruendo o no, anche in Abruzzo, locali per ospitarli?. Qualcosa non va. Sarà domani sulle prime pagine dei giornali ed oggi in quelle del Web.In Afganistan e' stato bombardato un ospedale, lo sapete tutti, con 19 morti.Tra questi 3 medici di "senza frontiere" e tre piccoli cuccioli.Un medico  italiano aveva parlato due giorni fa di quell'ospedale ,al limite della capienza, dove i malati dormivano negli uffici. La Nato ha chiesto scusa e l’Onu ha parlato di crimini di guerra, la stessa onu, strumento inutile, che ospita poi gli Stati che decidono di fare la guerra in Afganistan ,di uccidere Gheddafi o Saddam Houssein. I governanti di quegli stessi Stati che che quando vincono le guerre sono finanziati dall'industria bellica che poi chiede di smaltire le scorte. Io non so chi sono i 30 giunti a Roseto e nemmeno quelli che arriveranno dai prossimi giorni.So che puo' non volerci una guerra per fuggire.Tanti oggi fuggono perche' sono innamorati del nostro consumismo. I vu cumpra' non vendono piu' nulla.Chiedono l'elemosina perche' quello che guadagnano in un giorno è lo stipendio di un mese nei loro paesi e poi mandano i soldi li ai parenti che sognano anche loro, magari in una pacifica tribù', di avere il cellullare di portate le timberland.A proposito di questo ricordo un servizio che realizzai una notte a Montesilvano .C'era la celere di Bari a sgomberare un condominio che doveva essere restituito al proprietario che magari, anni prima, lo aveva affittato, 10 persone in una stanza, agli stessi africani.Uno di loro, era il tempo che loro vendevano mercé della Camorra ma costava poco e noi non dicevamo niente pur sapendo la provenienza,uno di loro mi disse" Voi ci avete prelevato dal nostro paese per farci vendere la vostra roba, da noi andavamo in giro scalzi.Voi ci avete dato un paio di scarpe quando siamo venuti, scarpe che oggi sono rotte. Noi non abbiamo piu' le scarpe e non sappiamo più' andare a piedi nudi. " Nei post Continuate a sventolare le vostre bandiere rosse o nere ,entrambe ormai logorate dalla Storia che ha dimenticato i colori  e cancellato gli ideali.Scontriamoci giusto

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Ottobre 2015 21:42 Continua la lettura

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