Riceviamo da Manolo Pelusi figlio di una donna che ha avuta amputata una gamba.

DOPO Più’ DI TRE MESI DALLA RICHIESTA NON AUTORIZZANO LA PROTESI
Succede nella ASL di Atri-Teramo, mia madre dopo che ha subito un amputazione di coscia destra, nel
marzo 2018, per colpa del diabete. A dimostrazione del fatto che non siamo in un paese civile, poiché
ospedale se sai che mi togli l’arto, sai pure che va rimesso. No che mi fai fare la trafila per poter
predisporre la domanda, per rimettere l’arto artificiale, da presentare nello specifico all’ufficio diriabilitazione di Atri. che avveniva il 29/10/2018. Guarda caso il funzionario bada bene ad non fornire il
numero pratica. Ricordiamo che tale pratiche devono essere lavorate in 20 giorni. E in vece si scopre che la
dottoressa che autorizza quindi deve tenere d’occhio il plafon per tanto chiede alla dottoressa prescrittrice
di eliminare il codice più costoso. Ma telefonicamente risulta autorizzato il 4 gennaio 2019, ma ad oggi 30
gennaio 2019, ancora si riceve nulla. Il figlio Manolo Pelusi dice: dopo una serie di chiamate negli uffici
competenti ora BASTA! Mia madre e costretta su una mia vecchia sedia a rotelle scassata e si! Perché per la
ASL TERAMANA e sottolineo TERAMANA, devi scegliere o sedia o arto, insomma si sta atrofizzando del
tutto, compromettendo anche l’altra gamba, nonché il suo benessere psicofisico, E cosi tutto il carico di due
disabili al 100%, ricade solo sul mio padre. GRANDI… complimenti, cosi mettete a ko pure papà dopo si che
risparmiate!!!!
QUESTA SAREBBE LA SANITA’ CHE FUNZIONA?