Ha  ragione il potere politico emergente a mettere i paletti alla cultura e all’informazione. Conoscere significa pensare e pensare significa esprimere tutto il dissenso, argomentando. Mi fa paura un governo che vuole abolire “Radio Radicale” perche’ la radio ha un archivio dove ,se vuoi, studi il discorso di Moro quando spiegava perché era giusto per l’Italia coinvolgere nel governo il partito comunista. Pago’ con la vita.  Non e’ importante condividere un PCI al governo, lui pensava di fare cosa giusta. E allora “mannaggia a me” se ho avuto un padre che mi raccontava cosa succedeva a Roseto  quando io non ero ancora nato, quasi a coinvolgermi, ad invogliarmi ad approfondire una storia che, seppur, non vissuta , mi apparteneva. Qualcuno dice la Storia non serve poiche’ e’ passata. E’ ovviamente una giustificazione di comodo, furbizia.Hanno paura, se sei mediocre, di qualcosa che hanno scritto insieme, anche se con principi diversi. Mio padre Giggino Braccili portava i petalini a Vittorio De Sica che riteneva il paese delle Rose, il più bello. Lui, famoso e ricco, poteva scegliere e sceglieva Roseto. Mio padre portava i petalini ad una delle stelle del cinema italiano “creati” dalla zia Nedda Paris che ho conosciuto. Il cognome , lo stesso del sindaco di Roseto, il dottor Raffaele Paris degli anni impreziositi da Vittorio De Sica. Paolo Martocchia apprezzato amico, studioso, giornalista , mi ha mandato una foto di un articolo di Luigi Braccili datata estate 1952 . Un pezzo sul “Mattino d’Abruzzo”. Per me e’ storia e quindi insegnamento. Parla della nascita della Pro Loco Rosa dell’Adiatico che nasceva proprio quell’anno per dar manforte, eravamo a pochi passi, dietro, dalla seconda guerra mondiale, al turismo cittadino che veniva spontaneo coltivare per il bel mare e il bel lungomare. Più che una intuizione era una strada naturalmente da percorre. Il sindaco , dottor Raffaele Paris, plaudeva alla nascita della Pro loco che non poteva che portare avanti ancor di più la vocazione turistica di una “perla” naturale e “fortunata” poiché da Roma la strada portava a Roseto. Il SIndaco , per stima con la S maiuscola, consigliava ai cittadini di non alzare i prezzi delle case in affitto ai ” bagnanti” ,termine che io ancora oggi uso per parlare dei turisti. Una marcia in più il dottor Raffaele Paris rispetto a quello che succede oggi. L’ultima giunta regionale prima delle elezioni del 10 febbraio non aveva nemmeno un assessore regionale al Turismo. La delega era di un uomo che aveva troppe cose alle quali pensare per soffermarsi sulle bellezze, le strategie di una regione “verde d’Europa” ,appetibile solo, purtroppo,  per le nomine nei tanti parchi nazionali e regionali . Una regione dove la mattina puoi essere in montagna sul Gran Sasso o sulla Maiella e il pomeriggio al mare, per fare un bagno. Situazione unica in Europa che magari avrebbe anche finanziato progetti per far uscire fuori il messaggio. Invece niente. Bellissimo invece , nell’articolo sul “Mattino d’Abruzzo” di mio padre Giggino lo spot per alberghi e ristoranti con il messaggio che richiamava l’attenzione ” dell’acqua corrente e potabile” nei lidi di Roseto. Siamo tornati indietro. La politica mette parcheggi, via Colombo, a ridosso del lungomare, parcheggi nei prati dove l’erba non cresce perché  il complicato progetto non funziona mentre paghera’ in tribunale per una sentenza dove un privato avra’ ancora la sua piazza che poteva essere acquistata per risolvere, in estate, il problema parcheggi lontano dal lungomare. Oggi non c’e’ la preghiera del sindaco per “affitti” non costosi. C’e’ la tassa turistica che tra l’altro per ora ha fatto solo spendere soldi ai cittadini  per gli avvocati per ricorsi al tar. C’e’ una generazione che prima o poi morira’, il conto alla rovescia colpisce chi prima o chi dopo , tutti. Fatevi raccontare come andava la storia, il turismo, magari senza farvi vedere ma per copiarla un po’.