Chi vince festeggia, chi perde tenta di spiegare ma poi, per favore, pensate ai cittadini

Chi vince festeggia, chi perde tenta di spiegare ma poi, per favore, pensate ai cittadini

C’è chi ha vinto e chi ha perso. Non è una notizia. Potrebbe essere notizia un nuovo modo di appartenenza con la gente da parte della politica. Cercata fino a sabato notte, prima delle elezioni. Dimenticata il lunedì mattina quando o davanti alla Tv hai vinto tu e non ha vinto la voglia di buon governo della gente. Sono incaricato poche volte ad occuparmi di politica, mi sono anche dato una spiegazione. Ma quando mancano gli “esperti” a volte tocca a me. Sempre è una grande tristezza. Consigli regionali fissati per le 11 , consigli regionali che iniziano nel pomeriggio con lavoratori, genitori con problemi con i figli che aspettano “loro”. L’ho raccontato sul libro “I mille Abruzzi” , l’ho detto al microfono nei pochi servizi dove sono stato inviato. Una preghiera ai politici: non fatelo più. Questo quello che ho scritto sul libro .

Com’è triste l’assise regionale
L’Aquila. Il Consiglio regionale d’Abruzzo si apre sempre in ritardo. Quando c’è questa ricorrenza, in genere di martedì ogni due settimane, c’è sempre gente in platea che aspetta dalla politica tutta, una risposta a problemi seri; anche perché i politici prendono un “robusto” stipendio grazie anche ai più deboli. Tollerato il quarto d’ora accademico, dovrebbero iniziare i lavori. Invece niente.
Ad esempio, per una seduta dove in platea c’erano trenta dipendenti del Ciapi, ente che si occupa di formazione professionale, senza stipendio da tempo, il Consiglio convocato alle ore 11 ha avuto inizio alle 17.10.
I trenta cittadini che lavorano gratis, dopo 37 mesi senza stipendio, aspettavano non una discussione in aula ma un incontro con i capigruppo di tutti i partiti, per una decisione. Non prendere lo stipendio da tre anni significa fare i salti mortali. Mi mostrano gli avvisi di pagamenti da Equitalia, qualcuno dice che non può pagare il bollo auto che serve per recarsi al lavoro. E già perché pur avendo zero euro dal Ciapi, da trentasette mesi vanno al lavoro tutte le mattine e oggi hanno preso un giorno di ferie, naturalmente non retribuito come i giorni lavorativi, per stare lì. Puntuali erano lì alle 9, sono stati ricevuti alle 16.30, come dire, con calma.26 Ovviamente il Consiglio non ha deciso sul Ciapi. Quel giorno c’era anche la discussione per nominare il garante per i detenuti. Una legge proposta nel 2011 attraverso Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e fortemente voluta da Marco Pannella. Nemmeno per i morti c’è rispetto. Quello stesso giorno in TV c’era Italia-Belgio per gli Europei di calcio. Si va a casa. La cena, la ‘scarpetta azzurra’ e ai detenuti ci si pensa la prossima volta.
Prima di chiudere il capitolo un dato in più. Il Ciapi ha via via perso commesse, dopo essere stato protagonista nella formazione professionale e leader anche in Europa, perché non paga più i contributi non avendo più i dipendenti uno stipendio. È un ente oggi fuorilegge perché la politica prima lo ha usato e poi abbandonato.
Questa storia sembra una fiaba triste ma è vera. Per dovere di cronaca, Italia batte Belgio, una delle favorite, due a zero. C’è sempre il bicchiere mezzo pieno, non per tutti, come in qualsiasi storia.

Due anni per una firma

Due anni per una firma

Diario di bordo da Ponzano

13 febbraio 2017 e poi con una lunga pausa si arriva a due anni dopo. Il sindaco di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro mi dice che la colpa e’ tutta della burocrazia. Arrivo nella sede comunale che per ora, la burocrazia ha colpito anche li’, provvisoria e in vecchio asilo quando si e’ appena consumata la firma del privato che ha accettato di vendere in contrada Sant’Eurosia una piccola valle dove risorgera’ Ponzano, il borgo che due anni fa comincio’ a scivolare a valle con una media di un centimetro al giorno. Ricordavamo insieme al collega operatore Ermanno Prosperi che era da film dell’orrore quel giorno davanti alle case che cominciavano a inclinarsi quel macabro scricchiolio delle mura che sapevano di punto di non ritorno. Oggi ,sempre insieme a Ermanno Prosperi, davanti a quella casa con le finestre rosse incontriamo Virginia, più che ottantenne ma con un viso da “giovinetta”. Ha raccolto poche verdure in quella “zona rossa” che dopo l’abbattimento di quelle strutture che hanno smesso di scricchiolare quando sono ”  morte” restera’ solo un campo verde dove cercare ottime rape senza nessuna medicina. Più su c’e’ l’Hotel Ermocolle. La scritta e’ grande e colorata, sotto le 4 stelle che ti anticipano che quello e’ un ottimo albergo. Ci mangiammo quando corremmo nel borgo che “camminava a valle” molto bene. ” Oggi gli ospiti sono 10 ma sono stati anche 60.  L’albergo costruito da mia suocera non ebbe problemi. Gli ingegneri nella costruzione avevano previsto, tanto tempo fa, l’antisismico”. Cinquanta ospiti sono andati via. Aspetteranno nelle autonome sistemazioni forse almeno altri tre anni per rientrare nella nuova casa de localizzata a Sant’Eurosia. C’e’ anche Domenico come ospite insieme alla moglie ipovedente. Chiede scusa al proprietario per essersi alzato tardi. E’ senza lavoro , la compagna ha una pensione di 512 euro e niente accompagnamento poiche’ con un occhio arriva a 0,2 chiederà per la donna il reddito di cittadinanza che sommato al suo reddito di cittadinanza sara’ un bel salto di qualità, loro che non hanno subito la frana ma il sisma. ” non e’ il top vivere in una stanza di albergo” ci dice” tutti sostengono che mangiare e dormire gratis e’ bello.Ma 25 metri quadri dove vivere da due anni non fanno bene al morale. Vogliamo tornare nella nostra casa che tra l’altro è’ integra ma circondate da case pericolose.”

W Emergency

W Emergency

Diario di bordo da Castelli

Giulia e Fabio esercitano, per me, un lavoro bellissimo. Sono come il vinavil. Cercano di “riattaccare” i cocci. Detta così sembra offensivo per le persone che presto vi racconterò che incontrano. Ma al di là dei giochi di parole, l’esempio funziona. Dal lunedì al venerdì girano a bordo di un camper rosso fiammante che una signora ha donato per ricordare il marito medico, i paesi terremotati del teramano. Tra poco arriveranno anche a Campotosto che in fatto di “vinavil” ne potrebbe essere la patria. Giulia è una infermiera assunta da Emergency  come Fabio che invece è uno psicologo. Emergency si sostituisce allo stato che “non sa, non capisce”. Il tutto , bisogna dirlo, senza far spendere un euro allo Stato stesso, colpevole di diverse mancanze gravi. Giulia, dicevamo, in quel pulmino rosso fiammante, lo so è anacronistico per il momento ma nessuno può dire che è un brutto colore, controlla i parametri della salute di tante persone. Non essendoci una guardia medica a Castelli, Pietracamela, Montorio, Valle Castellana lei analizza i parametri del benessere. Pressione, diabete, frequenza cardiaca. Mi dice che in molti avevano (altro…)

Ha faticato anche San Bartolomeo

Ha faticato anche San Bartolomeo

La solita burocrazia

Era il marzo del 2015 , forti piogge e il terreno che si risveglia e inizia a muoversi. Parte una enorme frana a Villa Popolo di Torricella Sicura . La tecnologia aiuta a studiare il fenomeno. Satelliti che da lassu’ con punti di riferimento sul terreno evidenziano gli smottamenti.
Da pochi giorni lavori sono iniziati. Enormi pali messi nel terreno si oppongono al lento scivolare a valle del terreno che , ad esempio dopo le nevicate del 2017 , andavano giu’ a due o un centimetro la settimana. L’ok ai lavori e’ arrivato a fine dicembre 2018 , ultimo mese utile per non perdere i finanziamenti che esistevano da due anni. Insomma la burocrazia  è’ andata piu’ lenta della frana facendo comunque piu’ danni della frana stessa. Infatti tre case non saranno ricostruite poiche’ ormai completamente distrutte.  (altro…)

UNA VERGOGNA

UNA VERGOGNA

Riceviamo da Manolo Pelusi figlio di una donna che ha avuta amputata una gamba.

DOPO Più’ DI TRE MESI DALLA RICHIESTA NON AUTORIZZANO LA PROTESI
Succede nella ASL di Atri-Teramo, mia madre dopo che ha subito un amputazione di coscia destra, nel
marzo 2018, per colpa del diabete. A dimostrazione del fatto che non siamo in un paese civile, poiché
ospedale se sai che mi togli l’arto, sai pure che va rimesso. No che mi fai fare la trafila per poter
predisporre la domanda, per rimettere l’arto artificiale, da presentare nello specifico all’ufficio di (altro…)

Pensando all’uomo e non alla politica

Pensando all’uomo e non alla politica

 

Il governo italiano non si schiera per quello che una persona normale ascoltando i racconti inorridisce. A dire il vero l’Italia da tempo non ha gridato allo scandalo . Da poco si e’ ricordata la giornata della memoria che in molte parti del mondo si consuma anche oggi. Ho modo di ascoltare tanti racconti che arrivano dal Venezuela. Grazie alla tecnologia ho trasmesso tante volte gli strazi di una popolazione che vive in miseria, che fa la fila per comprare qualcosa da mangiare, che non ha soldi per comprarla poiché lo stipendio di un dipendente e’ di 6€ e una (altro…)